martedì 28 giugno 2022
Cacciatori di Dinosauri
giovedì 9 giugno 2022
Il green new deal è pulp, molto pulp. Pure troppo.
E' per questo che ci sentiamo di consigliarvi caldamente la lettura del libro "Energia Verde? Prepariamoci a Scavare, di Gianni Brussato. Brussato è un Ingegnere Minerario (chissà perché i minerari ci risultano sempre simpatici rispetto agli altri Ingegneri) che col suo libro ci guida nel mondo dei minerali che sono/saranno cruciali per il nuovo paradigma energetico. In un viaggio intorno al mondo ci porta a visita miniere e giacimenti, raccontandocene la storia, i problemi e le prospettive. Non è un testo di giacimentologia stretta, anzi, si affrontano temi di geopolitca, sostenibilità ambientale e diritti sociali, infatti, non solo viene chiaramente spiegato, anche per non addetti ai lavori, come funziona l'industria estrattiva e chi sono le principali compagnie mondiali produttrici (al cui cospetto le famigerate industrie petrolifere a volte somigliano un po' a Braccobaldo), ma numeri alla mano, si tracciano le necessità che avremo di questi minerali, tali da rendere impossibile per esempio sopperirvi anche con le migliori pratiche di riciclo, e si analizzano anche le piccole, grandi, a volte enormi questioni che queste attività hanno su ambiente, comunità locali, equilibri sociali, assetti geopolitici.
E' un testo che, secondo il nostro modesto avviso, farebbe bene leggere ai molti giovani entusiasti dei Fridays for future, non per demoralizzarsi, ma per acquisire consapevolezza e agli studenti dei corsi di Geologia, per comprendere meglio le interconnessioni della loro disciplina col resto del mondo, non solo quello litologico e il livello di responsabilità che devono metterci nel fare il loro mestiere, dove ci sono elementi che non possono fingere di non sapere.
martedì 7 giugno 2022
Jurassic World: "la corazzata Potmenkin" coi Dinosauri.
Confessiamo che noi, il primo film lo abbiamo adorato. E continuiamo a farlo. Rimane magica la scena dell'incontro con il brachiosauro, e il T-Rex resta iconico. Pazienza, anche lì di cappelle paleontologiche non ne mancavano, ma erano decisamente assai più contenute di tutte quelle venute in seguito. Ci piaceva Sam Neil - pazienza se si è prestato ai sequel - e ovviamente il grande Richard Attemborough. Attore meraviglioso, oltre che fratello del monumentale David.
I film successivi li abbiamo detestati tutti. E per intero visti praticamente nessuno. L'intento di produrre merchandising era evidente, e nel mondo dei Paleontologi quei film sono odiati e amati. Amati perché è vero che sono pubblicità per la disciplina (anche se solo per la Paleontologia dei Dinosauri), odiati perché hanno prodotto stereotipi pesantissimi nell'opinione pubblica sui Paleontologi, il loro lavoro, i dinosauri stessi.
E poi perché si è creata una schiera di fan della saga, e non parliamo dei bambini che dei Dinosauri sono sempre stati, e sempre lo saranno, ammaliati, che sono peggio di quelli di Star Trek, che ogni volta si prendono la briga di vomitare improperi su tutti quelli che si mettono a commentare il film evidenziandone quelle che spesso sono demenzialità scientifiche (e vi chiederete, ma perché è necessario farlo se è solo un film? Perché se questo film produce distorsioni tali nella percezione che si ha di una scienza, tali da condizionare la stessa - si pensi alle scelte di politica museale, finanziamenti, accesso alle pubblicazioni e così via - perché ovviamente questo produce effetti rispetto alle risorse finanziarie per la ricerca, è ovvio che chi se ne occupa senta il dovere di intervenire). Questo, a parte l'effetto psicologico che può avere sui malcapitati, se stiamo parlando di ricercatori spesso li rende invisi sui social, strumento oggi molto diffuso anche per la divulgazione e condiziona le scelte dei network per esempio nei programmi di tipo culturale. Basti pensare alla difficoltà nei lustri scorsi di introdurre l'aspetto "piumato" di vari dinosauri, così come risultante dalle evidenze fossili, rispetto a quello impresso nell'immagine collettiva da questi film. Non incontrando i gusti del pubblico, ancor oggi diversi programmi divulgativi ci danno una rappresentazione dei dinosauri più simile a quella di JP che non a quella del record fossile.
E tutto questo, ci si consenta una accenno di critica "Marxista", ovviamente è dovuto al potere economico esercitato dall'industria cinematografica, che ovviamente ben difende la "sua" rappresentazione dei dinosauri. Pensiamo al Velociraptor, è ancora quello del primo film, sebbene ormai sappiamo che nella realtà il suo aspetto fosse tutt'altro. Ma vuoi rinunciare al merchandising consolidato di giochi, gadget, videogame per una coerenza con il record paleontologico? Scherziamo? Il capitale piega la forza lavoro, figuriamoci quella fossile.
Lasciamo poi perdere le trame, una più imbarazzante dell'altra. Non so se questo sarà l'ultimo film della saga, dicono di sì, dubitiamo. Direbbe Hammond, qui non si bada a spese. Noi continueremo ad amare il primo JP, a ritenere godibili i libri di Chrichton, a non guardare gli altri film e soprattutto con serenità a rispondere a chi ci chiederà un commento sull'ultimo film della saga, allo stesso modo del Ragionier Fantozzi al termine dell'ennesimo cineforum sulla corazzata Potemkin, sperando di non trovarci poi a doverne girare un remake.
lunedì 16 maggio 2022
BIOPLASTICHE. Sì. ma senza fretta.
giovedì 21 aprile 2022
Plastic Free. Effetti collaterali
martedì 19 aprile 2022
Abbiamo smesso di imparare dagli Errori. Ma non di farne.
L’effetto ovviamente nel caso XYLELLA è stato quello di far sì che chi doveva cercare di affrontare il tema non è stato in grado di farlo, perché bloccato dall’azione giudiziaria, ostacolato da un’opinione pubblica aizzata da dei media filibustieri o inetti, e dalle Istituzioni locali, che hanno troppo spesso preferito dar spago per calcolo o per inerzia alle più infondate sciocchezze. Questo ha comportato la perdita di intere comunità di olivi e l’estremo ritardo nel contenimento della malattia. E’ l’ennesima volta in cui in questo paese assistiamo a scelte scriteriate di Istituzioni e Magistratura, inebetite da un clima di irragionevole isteria mediatica e sociale. Come ogni volta si evidenzia la necessità di:
- Avere una comunicazione scientifica delle istituzioni più chiara ed empatica
- Avere scelte coerenti a quanto comunicato
- Rafforzare il presidio tecnico-scientifico nelle Istituzioni
- Migliorare la capacità dei media sui temi complessi e con aspetti scientifici
- Aumentare l’educazione alla comprensione delle informazioni dei singoli cittadini, partendo già dalla scuola
- Migliorare il dibattito pubblico evitando di applicare un irrazionale “par condicio” tra posizioni razionali e altre infondate e illogiche.
Ogni volta viene stilata una bella lista di cose da fare. Ogni volta la dimentichiamo. Ogni volta al manifestarsi di un fenomeno complesso ripetiamo gli stessi errori, ma in modo sempre più esteso. Ogni volta. In una spirale discente sempre più demenziale.
Le sfide che ci si parano di fronte, però, non le possiamo
affrontare così o le perderemo, tragicamente, tutte.
Errare è sicuramente umano. Ma il perseverare no. Così almeno
si dice.
sabato 20 novembre 2021
Idrochimica dell'oscillococcinus
Prima o poi doveva succedere, in questi tempi di pseudoscienze e di dibattito sull'opinabilità delle affermazioni scientifiche ed in cui il parere di un diplomato su Wikypedia (quando va bene, più spesso l' "università" è roba tipo "noncielodicono") vale quanto le ragionate argomentazioni di studiosi con anni di approfondimenti sulle spalle. In questi tempi dove si pensa di "prevenire" i terremoti, si ragiona di Terra Piatta, e di medicine "alternative", doveva succedere che qualcuno cercasse conferma delle infondate assunzioni di base dell'omeopatia (memoria dell'acqua, forze quantiche), cercando evidenze e ricorrendo a tecniche e strutture idrochimiche. Quando ci è capitato tra le mani un articolo di Water, rivista free, che si occupa di acqua, solitamente di un certo prestigio e serietà, in cui dei ricercatori russi (alcuni free lance, altri di istituti anche importanti), in cui si voleva verificare l'effetto dello "sperimentatore" sui risultati delle analisi spettrografiche su campioni di preparazione omeopatiche, ammettiamo non ci è presa bene.
Va detto che in Russia, l'omeopatia, assieme ad alcolismo, omofobia e la tutela della libertà di espressione, è un fenomeno non trascurabile, soprattutto per l'apprezzamento che sembra suscitare in diversi alti funzionari del paese (la razionalità solitamente non è di casa quando le istituzioni sono occupate da lacché, indottrinati, inetti e fanatici... ricorda qualcosa?). Lo studio, di fatto, vorrebbe trovare un elemento che giustifichi come mai nei molti studi fatti su preparati omeopatici spesso non si rinvenga nulla che renda "diverso" quel preparato dalla mera acqua o acqua e zucchero e che, quindi, evidenzi il fondamento scientifico delle proprietà curative che gli vengono attribuiti. Sostanzialmente sarebbe l'effetto dello sperimentatore, l'errore dovuto a come si manipola il campione per le analisi, a mascherare le peculiarità dei prodotti omeopatici. Fatalità, questa cosa succederebbe specialmente sui preparati. Già forse nelle premesse dello studio ci sarebbe da dire, ma comunque andiamo avanti. Sono stati considerati preparati omeopatici non prodotti con il "classico" sistema della diluzione a partire dalla sostanza primaria, ma con quelli preparati con il sistema dell' "imprinting elettronico", ossia con l'uso di appositi apparati "i nosodi", che fotocopierebbero in soluzione acquose "bianche", l'impronta degli elettroni di preparati omeopatici. Facciamo un respiro e proseguiamo.
Si sono scelte 8 preparazioni omeopatiche, ne citiamo solo alcune per dare un'idea: una era preparato di liquido cerebrospinale, una di uranio (!). I campioni delle varie preparazioni sono stati accuratamente coperti con fogli di alluminio (vulgo carta stagnola) per proteggerli dai campi elettromagnetici che avrebbero potuto alterarne l'impronta elettronica (sic!) e consegnati in diversi laboratori per essere testati. Le analisi sono state di tipo spettrografico, rispetto vari tipi di radiazione. In linea teorica i vari preparati sottoposti alla medesima radiazione, se fossero stati la medesima sostanza, avrebbero dovuto dare spettrogrammi raffrontabili. Ovviamente questo non è successo. Ogni preparato non ha nulla di caratteristico e gli esiti sono assolutamente privi di qualsiasi correlazione o andamento. Per gli autori dello studio questo si deve al fatto che sul tema ci sono ancora troppo pochi studi e soprattutto ritengono plausibile che ci sia qualche meccanismo fisico, non ancora noto e inaccessibile che renda, invece, distinguibile i preparati. Per una qualche ragione, il tizio che fa le analisi è molto più invadente con i campioni omeopatici, rispetto alle analisi di altri preparati.
Perché abbiamo speso tempo a parlare di questa storia? Perché vedere uno studio così su una rivista scientifica e sapere che ci sono gruppi di ricerca, che coinvolgono anche strutture accademiche, che si dedicano a cose così ci fa preoccupare. Perché, nonostante la sostanziale inconcludenza e inutilità dello studio, esso può comunque rappresentare una legittimazione di queste pseudoscienza. Domani potremmo trovarci studi sulla rabdomanzia in qualche ateneo. Diranno i nostri 25 lettori: "state sereni, è successo in Russia!". Eh... peccato che in Italia abbiamo ancora un ospedale PUBBLICO omeopatico, che in UK è solo da un paio d'anni che no si sovvenzionano più i farmaci omeopatici, che recentemente il Ministero della Salute ha sdoganato l'OSTEOPATIA, importanti leader politici hanno chiropratici e omeopati come "medici" di fiducia.
Se pseudoscienze, pensieri "magici", filosofie esoteriche, si travestono da discipline scientifiche imitandone i linguaggi ed iniziano a riceverne la dignità, rapidamente inizieranno a distogliere energie, tempo e fondi dai reali processi scientifici, ad inquinare il dibattito pubblico con false postulazioni, ad irretire istituzioni e opinione pubblica. Casi come Stamina, Di Bella, Giuliani coi terremoti, sono nati così. E gli effetti sono stati anche tragici.
Per questo la diffusione di queste pratiche ci preoccupa. E dovrebbe preoccupare un po' tutti.
Hasta la Geologia, siempre.




