Quest'anno ricorrono diversi anniversari di eventi calamitosi di varia tipologia. Abbiamo i 50 anni del terremoto del Friuli (1), gli altrettanti del disastro di Seveso (2,3), che anno pessimo fu il 1976, i 40 anni di Chernobyl (4) e a novembre avremo i 60 anni della grande alluvione del 1966. Tutti eventi catastrofici, alcuni con cause naturali come il terremoto del Friuli e la grande alluvione, gli altri legati ad attività ed errori umani.
Da tutti questi si sono apprese lezioni, emanate leggi, scaturiti cambiamenti. Il terremoto del Friuli che arrivò dopo i disastri della grande alluvione e del Vajont portò alla nascita definitiva del sistema di Protezione Civile sotto la guida del mitico prof. Zamberletti, fu un cambiamento importante che portò a dotarsi di un modello sempre pronto alle emergenze. Si intensificarono le leggi sul monitoraggio dei rischi del territorio e sugli strumenti di prevenzione. Anche da Seveso e Chernobyl scaturirono norme a livello internazionale per la gestione dei siti industriali complessi e nucleari che ebbero impatto rilevantissimo sulla sicurezza globale.
La celebrazione di questi anniversari, col tempo, rischia di diventare sempre più una vuota commemorazione, ricca di retorica, condita con la proliferazione di documentari o fiction, ma poco meno.
Dovrebbero in realtà servire a mantenere viva nella società quell'estrema consapevolezza che si generò ogni volta in cui si ebbero tali accadimenti, sui temi della sicurezza, della salute, dell'ambiente e sulla necessità di determinati comportanti e procedimenti. Troppo spesso oggi, queste questioni sono vissute con fastidio e noia anche dal grosso dell'opinione pubblica e sono oggetto di becera strumentalizzazione da parte di forze politiche o sociali di varia natura.
E' fondamentale in tal senso che la comunità tecnico scientifica, professionale e le Istituzioni sappiano rendere queste occasioni di nuovo momento di riflessione diffusa e di analisi se sia possibile migliorare ancora sui temi che questi disastri pongono in tema di prevenzione, educazione, innovazione, preparazione.
Per far si davvero che si possa dire di aver capito.
1) https://ilbolive.unipd.it/it/tags/terremoto-friuli
2) https://www.scienzainrete.it/articolo/seveso-nube-bosco-e-leredit%C3%A0-di-disastro/luca-carra/2026-07-08?utm_source=substack&utm_medium=email
3) https://www.raiplaysound.it/audio/2026/07/Radio3-Scienza-del-10072026-01960dfc-3924-44ec-b10e-b6bb93832955.html
4) https://ilbolive.unipd.it/it/news/societa/percorsi-ritornare-chernobyl-40-anni-dopo
