Bel filmatino su Bolca nei Lessini, Veneto, importante sito d'interesse geologico, geosito, ufficialmente censito dalla Regione, fossil-lagerstatten (chi segue il p. ferox sa che vuol dire...) che racconta dei mari dell'Eocene del Veneto, quando somigliavamo più al Belize che non alla Cornovaglia. Questo sito ha regalato interi ecosistemi fossili, in conservazione straordinaria, nei musei di Padova, Verona e Venezia, per citarne alcuni, trovate molto di Bolca. La cosa sorprendente è che il P. ferox non ci sia ancora mai stato. Ancora per poco.
mercoledì 3 aprile 2013
martedì 5 marzo 2013
Quando i dinosauri parlavano in... trentino...
Interessante filmato che racconta un po' di ciò che si è venuto a sapere sulle faune mesozoiche italiane, dagli studi condotti sul sito dei Lavini di Marco a Rovereto (TN).
giovedì 28 febbraio 2013
Bernissart... quando la Paleontologia diventa una città

Bernissart, Vallonia, Belgio, continente euro-asiatico, Terra, Olocene inoltrato. E' sera. Piove. Piove spesso qui, piove ogni anno, l'Estate si riconosce perché piove un po' meno. Dannato clima Temperato Oceanico. Un mio amico Belga, parlando dell'estate 2011 mi diceva che se la ricordava proprio bene " me la ricordo, perché era di giovedì!" mi disse, mah, strani sti belgi, produttori di birre eccezionali e amanti della bici, ce ne sono un sacco di ciclisti in giro, e qui in Vallonia di corse ne fanno un sacco, qui vicino corrono la mitica Liegi-Bastogne-Liegi, la decana, perché è una delle corse più vecchie, e la Freccia Vallone, un po' più corta, ma col micidiale Muro de l'Huy. Tutto un saliscendi, per gli aspri profili delle vecchie Ardenne, catene del Paleozoico superiore, con improvvisi picchi, tutta colpa della tettonica e delle alternanze tra friabili scisti e spigolose quarziti, metaformismo regionale lo chiamano i geologi, quando per fare un montagna, i continenti strizzano le rocce (è successo nel paleozoico inferiore prima e superiore poi nei cicli orogenetici caledoniano e ercinico), grandi sfacchinate sui pedali, lo chiamano quei matti dei cicloamatori. Dicevamo, è sera, piove, una bella birra belga, una trappista doc, la berreste proprio volentieri, prendete un autobus, ma perché sto autobus ha un dinosauro disegnato sopra? A ben guardare, perché sto bestione che sorride simpatico ammicca un po' dappertutto qui, compreso dal camion dei pompieri? Chiedete a un passante: "messeur c'est la cité de l'Iguanodon, voilà le musee du le iguanodon" (il francese macedonico è voluto e inevitabile) e in effetti dall'altro lato della strada ecco il museo dell'Iguanodon. Ma perché questa città si è legata così tanto al nostro bestione giurassico (6 tonn di peso per oltre 10m di lunghezza)?![]() |
| logo dei Pompieri di Bernissart |
Dopo un po' di parapiglia, si scopre che lì di ossa ce ne sono proprio tante, appartengono tutte allo stesso tipo di animale. Un dinosauro. L'Iguanodon. Nella paleontologia dei dinosauri (che nel 1878 era ancora giovane, se pensate che il termine stesso "dinosauri" viene coniato appena 36 anni prima da Richard Owen), l'Iguanodon ha un ruolo speciale. E' il secondo genere descritto ufficialmente (il primo è il Megalosaurus, scoperto in Inghilterra dal Reverendo William Buckland e descritto nel 1824), ma il primo scoperto, infatti, il primo ritrovamento avviene del 1822, ad opera della signora Mantell, moglie di Gideon Mantell, medico appassionato di paleontologia, che curerà la descrizione scientifica dell'animale, e sopratutto gli darà il suo nome, derivato dalla somiglianza dei denti del dinosauro con quelli delle iguane del sudamerica. A dire il vero, Mantell ne farà una ossessione, che lo porterà al divorzio e a una fine triste e solitaria, condiamoci poi il tutto col fatto che sbagliò completamente la ricostruzione dell'Iguanodon. ![]() |
| L'Iguanodon secondo Mantell |
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| L'Iguanodon del Crystal Palace |
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| L'Iguanodon com'é (era) |
I reperti raccolti, che si capirà essere di più di trenta individui, un vero branco, forse caduto in un dirupo o travolto da una frana, finiscono nelle mani di tale Luis Dollo, ingegnere prestato alla paleontologia, che poco amava la vita di avventuriero, ma molto quella di laboratorio, che per colpo di fortuna, si trova per le mani il fossil-lagerstatten (giacimento di grande interesse fossilifero - tipo la nostra Bolca) di Bernissart.
![]() |
| Iguanodon di Bernissart in ricostruzione |
Dollo è meticoloso, ricostruisce, finalmente correttamente l'Iguanodon, che diventa bipede, non un quadrupede dalla coda tozza e grassoccio e sopratutto senza cornetti sul naso, ma con due speroni sui pollici anteriori, probabilmente usati per difesa o negli scontri rituali tra maschi ingrifati. E in un impeto di modestia, non darà il suo nome alla specie descritta, ma la dedicherà a Bernissart. Et voilà l'Iguanodon Bernissartensis, che ammicca dagli autobus e dalle insegne della cittadina vallone, è servito.Assieme a una buona birra. Se lo sentite pure parlare, allora forse avete esagerato con le trappiste.
fonte delle immagni: internet.
Referenze bibliografiche: sito della città di Bernissart e del Museo dell'Iguanodon di Bernissart; "l'Enigma dei dinosauri".
mercoledì 27 febbraio 2013
bell'appuntamento
COMUNICATO STAMPA del
26 febbraio 2013
Serata culturale CAI
MIRANO - CAI VENETO
in collaborazione con
COMUNE DI MIRA
Progetto: AMMIRA LA
MONTAGNA anno 2013
1° INCONTRO
Venerdì 1 MARZO 2013
Presso VILLA DEI LEONI – MIRA
Ore 20,45 – INGRESSO LIBERO
MARCO AVANZINI
presenta
DINOSAURI d’ITALIA
Viaggio alla scoperta dei nostri
antenati
a quattro zampe
Anche l’Italia è
terra di dinosauri! Lo scopriremo attraverso la conferenza di Marco Avanzini.
Ecco un suo sintetico
profilo.
Marco Avanzini. Laureato nel 1991
presso l’Università di Ferrara dal 1993 è responsabile della sezione di
geologia del Museo delle Scienze di Trento. Nell’ambito di progetti
provinciali, nazionali e internazionali ha svolto ricerche su geologia,
stratigrafia e paleontologia in ambiente alpino spostando progressivamente il
suo interesse verso le relazioni uomo-territorio-ambiente. Dal 1994 si occupa
di Icnologia dei vertebrati, campo che sta attualmente sviluppando in
collaborazione con altri ricercatori italiani ed extraeuropei.
Grazie
a lui e alla su dote di divulgatore scopriremo questo mondo affascinante e
curioso, come quello dei dinosauri. Avanzini è un volto conosciuto per coloro
seguono trasmissioni come Superquark e altre di carattere
naturalistico scientifico.
L’appuntamento
con Marco Avanzini, per ascoltarlo in diretta, è previsto il1 marzo alle 20,45
presso la Villa Dei Leoni a Mira che apre la rassegna di AmMira la Montagna
edizione 2013 arrivata la diciottesimo appuntamento con il patrocinio del
Comune di Mira.
Entrata
libera, tutti siete invitati anche le giovani generazioni.
Ugo Scortegagna (curatore della
rassegna)
mercoledì 13 febbraio 2013
lunedì 11 febbraio 2013
martedì 1 gennaio 2013
MOP - quanti e bimbi
MOP: momenti di ordinaria paternità...
è anche quest'ultimo dell'anno è andato... al di là della tradizione della cena con parenti e nuovi amici e di canti e balli, è stata una nuova interessante occasione nel mio osservare le forme giovanili della specie umana (i bambini) tra cui ovviamente anche la mia progenie, il Neobonettus terribilis. Avete mai notato i bambini al ristorante? Superati i primi trenta minuti di pazienza, non li tieni più alla sedia, se in sala c'è più di uno, lestamente si forma un unico branco spontaneo, che inizia a muoversi scomponendosi e ricomponendosi infinite volte. I moti sembrano particellari, le traiettorie caotiche, la velocità pure. Come diavolo fanno i bambini a orientarsi in una selva di gambe adulte, tavoli, sedie e camerieri indaffarati? Se notate, non guardano dove vanno, vanno e basta, sgusciano in pertugi che si aprono nella mischia per frazioni di secondo, come riuscissero a percepirne la formazione. Eppure riescono a schivare praticamente ogni ostacolo, a volto con una frazione minima prima dell'impatto, riescono a modificare la loro forma solida per sgusciare entro la massa adulta, per ricongiungersi al branco, sanno comparirti all'improvviso, come se fossero usciti da una crepa della spazio tempo. Ora, escludo che si orientino grazie a sensori tipo le ampolle del Lorenzini, che sono dotazione degli squali, in quando da attenta disamina di diversi esemplari, posso assicurare che i bambini umani non li abbiano, il meccanismo potrebbe essere sonoro, modello pipistrello, il che con le capacità dei bimbi di cacciare vocalizzi a frequenze inaudite potrebbe essere plausibile, oppure magnetico, modello piccioni, per verificare questa seconda ipotesi sto costruendo un apparato apposito per verificarlo al prossimo pranzo. Nel loro muoversi vi è indubbiamente molta fisica quantistica, siamo più prossimi alle proprietà delle particelle elementari che non alla fisica classica. Dovrò ripassare le mie nozioni, per esplorare questo fenomeno.
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