Nei mesi scorsi abbiamo rilanciato tutti gli appelli e le iniziative per la difesa dell'indipendenza e autonomia delle istituzioni scientifiche nel nostro paese. Temevamo che anche qui ci fosse un effetto emulazione del Trumpismo con tutti gli sconquassi che sta creando alla credibilità e funzionali del sistema tecnico scientifico americano. In realtà questo pericolo in Italia non nasce da oggi, ai tempi dei giallo verdi ci fu il tentativo di mettere un fedele al governo all'ISTAT, per poter indirizzare l'ente statistico, e poi si ebbe anche il caso della nomina alla direzione dell'Agenzia Spaziale Italiana. Purtroppo il tentativo della politica di appropriarsi delle Istituzioni Scientifiche non viene mene, e in questo l'appetito della destra è tuttaltro che soddisfatto. Di recente vi è il tema della nomina del direttore di ISPRA, l'Istituto Superiore per la Ricerca e l'Ambiente, dove sembra che si voglia emulare il modello Trump sull'EPA (l'Ente America per la Protezione dell'Ambiente) e che ha portato la mobilitazione di un
folto gruppo di associazioni scientifiche, accademici e opinione pubblica (1).
Oggi vi è il tema delle modifiche alla legge 157/92 previste dal disegno di legge 1552 – noto come DDL caccia – approvato al Senato, che ora passerà in discussione alla Camera (2), il DDL comporta tra le altre cose, l'aumento delle aree in cui sarà possibile cacciare. L'oca selvatica, il colombaccio e il piccione di città diventano specie cacciabili. Le finestre temporali dedicate all'attività venatoria si allargano, includendo anche le stagioni riproduttive e migratorie. Il problema di questa norma è che nasce senza alcun consulto con le Istituzioni Scientifiche di settore e gli studiosi, ma risponde alle mere logiche di una delle lobby particolarmente attiva tra le forze di governo. Diventa palese e accettato che si possano umiliare i dati oggettivi in favore di esigenze di parte, anche quando basate su interessi di parte. O su posizioni ideologiche (ci si è già passati in altri campi per esempio OGM e Biologico).
Altra criticità sono le nomine al CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), che il Governo vuole utilizzare per sistemare propri esponenti che hanno nella fedeltà e militanza i loro principali meriti in luogo delle competenze necessarie al ruolo, anche qui si sta avendo una mobilitazione di esperti e associazioni, tra tutti ricordiamo la sempre eroica senatrice Cattaneo.
In questi giorni poi abbiamo avuto il caso della Naturopata, esperta in medicina quantica, assunta in un Ospedale Pubblico, assunzione stoppata solo dal fatto che la questione è diventata di dominio pubblico e giustamente stigmatizzata e il caso delle terapie a base di reiki, denunciate nientemeno che dall'associazione degli esorcisti (!) sì avete capito bene, prima che dall'Ordine dei Medici. Qui si è distinta come sempre per chiarezza e prontezza nel raccontare l'anomalia di questi eventi la sempre fiera Beatrice Mautino.
Perché è un problema se succedono queste cose? Nel caso medico perché si sprecano soldi pubblici in terapie che ben che vadano non hanno alcune effetto, ma fanno perdere tempo utile al paziente che vi viene sottoposto anziché usare le vere terapie. Nel caso dell'agricoltura perché ci fanno inseguire dottrine che sovente comportano sprechi di denaro, tempo e territorio e fanno perdere competitività al settore e mettono a rischio intere filiere. Più in generale non solo si buttano soldi pubblici, si fanno scappare interi gruppi di ricerca, si perdono risorse preziose, ma soprattutto si generano le condizioni per essere esposti ai rischi di un approccio incompetente e irrazionale, inadatto ad affrontare sia le innovazioni che le emergenze.
1) https://www.scienzainrete.it/lettera-aperta-ispra
2) https://www.raiplaysound.it/audio/2026/06/Radio3-Scienza-del-29062026-c78a13ec-b05c-46be-b60f-7ee1ead87a9f.html
3) https://www.scienzainrete.it/articolo/crea-rischia-grave-perdita-di-autorevolezza-scientifica/2026-07-10

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